domenica 25 maggio 2008

Degustazione grandi bianchi italiani

Eccoci di nuovo nell'accogliente saletta "segreta" dell'Osteria Botteganova di Siena.
Alla serata di degustazione del Circolo "Leonardo Tognazzi"sono questa volta di scena i grandi vini bianchi d'Italia, quindi lasciamo a casa il consueto vocabolario franco-alsaziano-tedesco (che ritireremo fuori il mese prossimo!).
Alessandro "Wineduck" ha preparato una batteria davvero interessante, che spazia dalla Sicilia al Friuli, spaziando per vitigni, stili e territori davvero inconsueti, presentando i vini alla cieca e mettendo davvero a dura prova la nostra (davvero presunta) abilità degustatoria.
Ma torniamo a bomba:
1) Terre Alte 2001-Livio Felluga
Il colore carico fa supporre che si tratti di un vino che ha fatto legno piccolo (vero!), al naso parte davvero bene, un turbinio di erbe (su tutte l'origano, poi le note della salvia), in bocca è balsamico, menta e liquirizia, il finale però è corto e penalizzato da una sensazione bruciante di alcol.
2)Verdicchio Cast. Jesi ris. 1997-Villa Bucci
Questo è stato il campione più misterioso della serata, al naso il primo impatto è quello di un forte profilo ossidativo; lentamente poi emergono diversi sentori, per me mallo di noce, per Silvia mandorla (aveva ragione lei!). In bocca è chiuso, scontroso e mantiena una nota ossidata ma molto elegante. Con il passare dei minuti in bocca il vino non muta, in compenso al naso emergono bellissime note di fiori di campo.
3)Etna bianco Pietramarina 2000-Benanti
"Dieci bottiglie per me non posson bastare..." vino bellissimo,parte con note idrocarburiche spiccate, evolve poi in foglia di limone, cera d'api, cenere di brace (l'origine vulcanica è chiarissima). Probabilmente il vino più riconoscibile (dopo Breg) della serie. La spiccata acidità ne rende la beva davvero entusiasmante, anche se probabilmente è ancora un bambino.
4)Costa del Vento 2000 (magnum)-Walter Massa
Altro campione della serata. In partenza è simile al vino etneo, poi com'è naturale prende la sua strada e lo fa con una prestazione davvero magistrale. Alle note minerali iniziali si sovrappongono sentori di frutta bianca (pesche) che viene presto sovrastata da note di miele di zagara e crema pasticcera. Chiude con un lungo e grasso(non disturbante) finale, probabilmente è stato beccato al suo apice.
5)Breg 1998-Josko Gravner
Visivamente sembra una birra doppio malto, ma - per carità - di quelle buone buone. Emergono note di crosta di pane, lievito, fiori di campo, ma non è il mio vino,sono stato poco attento...

Vincitore della serata è stato il timorasso in purezza di Walter Massa, mentre al secondo posto si è piazzato quel vecchio diavolo di Josko Gravner ed al terzo posto il Terre Alte.
Il mio personale tabellino vede al primo posto l'Etna bianco di Benanti, al secondo il Timorasso di Walter Massa ed al terzo il Villa Bucci. Per Silvia Timorasso per primo, Pietramarina per secondo e Breg per terzo (le piacciono le birre!!).

Per queste preziose gemme di nicchia Michele Sorrentino ha pensato abbinamenti inconsueti, giocati sull'accostamento del pesce con la frutta e le verdure.
Abbiamo iniziato con una tartare di gamberetti rosa siciliani con ciliege saltate in padella solo con un po' di zucchero. Ottima davvero la qualità dei gamberetti, abbinamento riuscito, anche se sarebbe stato perfetto forse con un pizzico di acidità di contrasto in più.
Primo primo (non ho sbagliato, erano due i primi!) lasagnetta con orata e carciofi, piatto classico e classicamente eseguito (bene). Secondo primo, 3 paccheri di gragnano ripeni rispettivamente di mousse al tonno, al salmone ed allo spada, con un sughetto leggero di pomodori e gamberetti. Il piatto non ci è piaciuto molto, le mousse sono risultate un po' pesanti e "collose". Michele però si rifà subito dopo, tirando fuori dal cilindro il piatto della serata: un trancio di rana pescatrice cotta semplicemente nel forno, avvolta nel cavolo verza e abbinata ad una composta di mele e cipolle. Buonissimo il pesce e davvero magistrale l'accostamento alla composta.
Semifreddo al torroncino per chiudere.
Che fatica la vita...

2 commenti:

Melmo Staff ha detto...

Complimenti per i primi tre bianchi:Felluga, Benanti e Villa Bucci sono tra i miei preferiti.
Solo una curiosità: il Benanti era davvero anno 2000 ?

Ciao, ciao
Marco.

piergiovanni ha detto...

Si.
Infatti è stato interessante il raffronto con il costa del vento pari annata,anche se per me non c'è stata battaglia alla fine...