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martedì 16 giugno 2009

Il mio primo gelato e saluti...

di Silvia

Sono qui! Eccomi! Sono ancora viva... reduce da esami e casini vari...
Purtroppo, torno solo per una ricetta veloce ed un saluto: la prossima settimana, infatti, partirò alla volta della Repubblica Dominicana, dove starò due mesi a mezzo per lavoro... gestirò dei piccoli progetti di cooperazione internazionale nel centro dell'isola oltre ad altre cosette varie... e spero di farmi anche un pò di mare! Non so quanta possibilità di connettermi ci siano né quanto tempo avrò... dunque preferisco intanto salutarvi e dirvi che ricominceremo l'attività di blogger a settembre - ma potrebbe anche darsi che qualche dritta sulla cucina dominicana vi arrivi anche in questi mesi ;)

Passiamo alla ricettina... mia mamma ha comprato la gelatiera ed abbiamo fatto il primo gelato!
La gelatiera apre davvero un mondo... gelato da fare come vuoi, veloce, buono, sano ed economico!!! Mitico!!!
Il primo provato è quello alla stracciatella... buon appetito!

Ingredienti (per 4 persone)
225 ml latte parzialmente scremato

50 gr zucchero semolato
225 ml panna da montare

75 gr cioccolato fondente grattugiato


Versate il latte e lo zucchero in una casseruola. Cuocete a fuoco lento e mescolate fino a quando lo zucchero si è completamente sciolto e fate raffreddare. Aggiungete la panna e versate il composto nel cestello ghiacciato della gelatiera con la mescolatrice in funzione. Quando il composto comincia a congelare aggiungete il cioccolato grattugiato. Lasciate congelare fino ad ottenere la consistenza desiderata e servite con una fogiolina di menta ed un biscottino!



Dunque... a presto!
E buone vacanze a tutti!!!





mercoledì 18 marzo 2009

Un piovoso ma splendido finesettimana a Berlino

di Silvia

Pensavate che avessimo abbandonato il blog? Che avessimo fatto chissà quale fine?

E invece no... siamo reduci da vari impegni e soprattutto da uno splendido fine settimana a Berlino!

Qualche settimana fa, a lavoro, mi hanno detto se potevo andare a Berlino alla fiera internazionale del turismo e dunque, quale occasione migliore per portarmi dietro la mia dolce metà Piergiovanni ed esplorare questa capitale europea?
Devo dire che alla partenza non sapevo proprio cosa aspettarmi, né a livello climatico né a livello visivo... e poi, come sempre, la sorpresa.
Anche se il tempo non è stato clemente (pioggia pioggia pioggia), Berlino è stata una scoperta continua: vecchio e nuovo, moderno e modernissimo, una tensione costante tra storia e futuro.. quello che ci ha colpito di più è la voglia di ricostruirsi, di rinascere dalle proprie ceneri, di una città che ha attraversato nazismo, guerra fredda, muro... in ogni angolo si respira una forza, una volontà, uno sguardo costantemente orientato al futuro senza comunque dimenticare il passato che ci ha davvero impressionato.
La cupola del Reichstag, Alexander Platz (ogni volta ci veniva voglia di cantare la canzone di Battiato...), la meravigliosa Potsdamer Platz, la East Side Gallery, la Porta di Brandeburgo, il simpatico omino del semaforo - Ampelmann, la magnetica Fernsehturm ... inizialmente mi sembrava di non capire niente della città che avevo davanti, anche perchè effettivamente qattro giorni sono molto pochi, però mi sono dovuta ricredere... soprattutto ora che siamo rientrati... Berlino ci è rimasta nel cuore.
E poi... la vita notturna... la famosa vita notturna berlinese... confesso che noi massimo mezzanotte eravamo a letto, però qualche giretto by night l'abbiamo fatto, tra birrerie e piccoli caffè semi nascosti (eravamo nella zona di Oranienburger Stasse) e c'era davvero tantissimo da fare e da vedere, ma soprattutto, tantissimi giovani!
Ci siamo dati, chiaramente, alla cucina tedesca... oltre ai soliti wurstel, pretzel, schnitzel, abbiamo provato il CURRYWURST, la salsiccia tipica di Berlino, che è un wurstel bianco tagliato a pezzi e guarnito con curry ed una salsa agrodolce... molto gustoso!
Se andate, vi consigliamo il chioschetto che fa currywurst biologico in Gendarmenmarkt Platz e la birreria Brauhaus Lemke in Hackescher Markt (la famosa piazza con i locali sotto le arcate della metro).
A voi un pò di foto!
Il Currywurst!

Ampelmann!

La East Side Gallery

Berlino by night


mercoledì 17 settembre 2008

Parigi parte speciale - La Gazzetta

Unica tappa gastronomica organizzata di questa vacanza, per non sbagliare (in un francese tremendo!!) abbiamo prenotato per la sera del 30 agosto un mese e mezzo prima...
Non che questo sia un ristorante upperclass, con poggiaborse, posteggiatore, cambi di tovagliolo ad ogni portata e valletto che ti accompagna alla toilette mettendoti soggezione come in un film di Fantozzi!
Tuttaltro... questo è un allegro e colorato bistrot alle spalle della Bastille Operà, i tavolini verdi sono abbastanza fitti, il servizio è sorridente e veloce, l'apparecchiatura è quella delle nostre osterie.
Insomma, è un posto da tutti i giorni, se non fosse che... si officia quotidianamente una splendida cucina di stampo mediterraneo (lo chef è svedese), leggera, fantasiosa e piacevole, frutto di contrasti e consistenze particolari, a prezzi davvero alla portata di molti. Abbiamo optato per il menù normale (quello grande composto da sei portate costa € 65,00) e per 37 € Petter Nilsson ed il suo secondo, il romanissimo Giovanni Passerini, ci hanno deliziato con:
Entrée:
-Tre tipi di pomodori alla provenzale con gelato di limone confit e basilico
-Brandade di seppia con il suo nero, cachi ed asparagi
Plat:
-Veau Basque con fagioli e crema di spinaci
Dessert:
-Crepe terre brune con mandorle (Silvia)
-Composta di prugne con brioche e cioccolato al latte (Piergiovanni)

Abbiamo accompagnato il pasto con un vino del sud ovest francese, la Brize Marine 2007 dello chateau de la Nevy.
Tutti piatti equilibrati e giocati sul contrasto fra i sapori le consistenze, il dolce e l'acido... fantastico da questo punto di vista il primo piatto. Una serata dunque ed una cena piacevolissime, coccolati da un servizio giovane e scanzonato ma premuroso e attento.

A fine serata ci siamo intrattenuti a chiacchierare piacevolmente con il bravo Giovanni che ci ha confidato di sperare a breve di poter aprire un posto suo e Noi... abbiamo già prenotato un tavolo!!

venerdì 12 settembre 2008

Parigi parte 3 - Le Foto

Galleria fotografica delle insegne più curiose...


Ed uno dei nostri gargoyle preferiti...




lunedì 8 settembre 2008

Parigi parte 2 - Il Cibo

E che blog goloso saremmo se non parlassimo di cibo? Allora precisiamo... a Parigi si può mangiare ovunque, qualsiasi cosa, a qualsiasi ora ed a qualsiasi prezzo; il come è, chiaramente, un altro paio di maniche. Ci sono brasserie, bistrot, ristoranti arabi, greci, tibetani, corsi italiani, fast food, boulangerie, bar... insomma, un universo mondo mangereccio! Nella nostra 4 giorni siamo stati piuttosto fortunati, non abbiamo sbagliato un colpo (diciamolo, siamo stati abbastanza attenti), riuscendo sempre a mangiare bene con un giusto rapporto qualità prezzo. Di seguito vi proponiamo delle minirecensioni dei locali che abbiamo visitato.

La Caravan du midì - Rue de la Fontaine au Roi 35 (metro Goncourt)
Il locale del nostro primo pranzo parigino... delizioso. Colorato, allegro, pieno di avventori parigini - niente turisti, con la lavagna dei piatti del giorno, vini a bicchiere... il posto che ci aspettavamo di trovare a Parigi! Abbiamo mangiato spiedini di pollo al coriandolo e salsa cacahuettes e torta provenzale con chevre e verdure (Piergiovanni), insieme vegetariano (melanzane, pomodori, peperoni, finocchi, porri) con ricotta alle erbe (Silvia)... tutto ottimo!
Un bel gastro-bistrot di cucina meridionale francese con un occhio ad influenze thai e magrebine.

Les Fernandises - Rue de la Fontaine au Roi 19 (metro Goncourt)
Altro locale delizioso... abbiamo mangiato tarte tatin di verdure e riduzione di balsamico (davvero ottima!) e pane abbrustolito con queso manchego ed olive e pomodori (Silvia), manzo marinato al sesamo con vinaigrette e 1/2 magret di anatra (Piergiovanni).
Bistrot restaurant di impronta classicheggiante, solida cucina di terra ed atmosfera fin de siecle.

Garance - Quai de Jemmapes 96 (metro Goncourt o Republique)
Troviamo questo bistrot girellando lungo Canal St. Martin, zona deliziosa, iper romantica, costellata di tanti localini carini in cui smangiucchiare qualcosa. Qui abbiamo assaggiato conchiglie St. Jacques all'olio di sesamo e gratin di patate (Piergiovanni), insalata mista con tzatziki e crema di peperoni (Silvia), il tutto accompagnato ad un ottimo rosato del Languedoc, Le Petit Pont Reserve 2007 - Domaine Bruno e Jerome Vic.
Atmosfera intima e curata, cucina leggera (per gli standard gallici) con grande uso di verdure.

Coquelicot - Place des Abbesses (metro Abbesses)
Siamo a Montmartre, quartiere di grande fascino... e tra i tanti invitanti posti che abbiamo visto, abbiamo scelto questa boulangerie per mangiare un boccone... deliziosa! Piena di papaveri, colorata, con un pane fantastico e, guardando il via vai di clienti, molto conosciuta in zona!
Abbiamo preso insalata di chevre con patate (Silvia - credo cominci ad essere chiaro quanto amo il formaggio di capra!), "fougasse du jour" (Piergiovanni); come dessert, una crepe sucre e del pain perdue alla composta di mele.
Ottima e gustosa alternativa al fast-food (anche nei prezzi), gran confusione in sala ma cameriere-panettiere che non perdono un colpo (ed un'ordinazione) .
PS: questo forno fornisce molti ristoranti della zona....

Cafè Blanc - Rue Croix de Petits Champs (dietro al Louvre)
Tra i tanti locali acchiappatutisti in zona Louvre, scegliamo questo bistrot molto art nouveau, tutto sui toni del bianco (come dice il nome) e mangiamo wok del giorno con verdure e pollo (Piergiovanni), chicken caesar salad e (pommes) frites (Silvia). Un'avvertenza... se andate, non prendete lì il caffè...era penoso!
A parziale ammenda del caffè, in compenso, hanno le più belle toilette avvistate in esercizio pubblico in questi 4 giorni.

La Marine - Quay de Valmy (zona Canal St. Martin)
Tonno rosso a la plancha con champignons (Piergiovanni), gamberi saltati sale e pepe con riso thai (Silvia), tortino caldo di cioccolata con gelato alla vaniglia e "vacherin du jour" (gelato di fragole e fragole fresche montate su strati di meringa).
Bistrot affollatissimo e caotico, servizio sbrigativo ma efficiente, cucina discreta sia di terra che di mare, dessert molto gustosi.

Hall 1900-Rue Rambuteau 64 (centre Pompidou)
Locale con specialità di cucina corsa e non solo. Molto frequentato da una eterogenea clientela di habituè,chiassoso e affollato ma piacevole. Croque monsieur (Piergiovanni) salade de chevre chaud (Silvia). Prezzi bassi e porzioni generose!

Commento generale: una bella esperienza gastronomica!

sabato 6 settembre 2008

Parigi parte 1 - Il Viaggio

Parigi è proprio come ce l'aspettavamo: romantica, colorata, moderna ma sempre un pò retrò, affollata, viva, sorprendente.
Per entrambi era la prima volta in questa splendida città e non ci ha deluso. Quattro giorni intensi, trascorsi tra Louvre e Museo D'Orsay, Marais e Montmartre, tra brasserie, caffè e boutique, viali e strette stradine pedonali... Abbiamo avuto la fortuna di trovare un albergo economico (59€ la doppia), pulito ed in una zona molto carina, tra Place de la Republique e Belleville, con un sacco di bistrot nei dintorni ed i locali di Canal St. Martin a due passi. Abbiamo scelto di vivere Parigi a piedi, giringirando a caso, perdendoci tra vicoli e parchi... naturalmente non potevamo non visitare almeno il Museo D'Orsay ed il Louvre, entrambi maestosi esempi di arte ed accoglienza museale, oltre naturalmente alla bellezza del contenuto...
Parigi è una città imponente, capitale di un Impero, effigie di un grande senso dello Stato e della Nazione, creata per stupire ed affascinare... forse, però, la parte che noi abbiamo preferito è quella accogliente ed intima della vita di quartiere... ogni luogo, anche se assaltato dai turisti, riesce a mantenere una sua autenticità, come i giocatori di bocce in Place Dauphine - Ile de la Cite o le boulangerie ebraiche ortodosse chiuse di sabato e con la panificazione approvata dal Rabbino che abbiamo trovato in mezzo a negozi chic.
Siamo rientrati in Italia con la certezza di aver trovato un luogo in cui torneremo e torneremo e torneremo...

mercoledì 3 settembre 2008

Ma che fine abbiamo fatto?

Siamo tornati (purtroppo)!!
Il materiale è tanto, il tempo poco, ma presto cominceremo a pubblicare i resoconti (tematico-fotografici) di questa stupenda 4-giorni parigina...
Benritrovati a tutti!

mercoledì 27 agosto 2008

Paris!

Finalmente ci siamo...il sogno di Silvia di andare a Parigi si avvererà giovedì (domani) e durerà fino a lunedì 1 settembre (con grandissima gioia di Piergiovanni, che non ci voleva andare!). Dunque...non posteremo fino a martedì prossimo, ma poi avremo news fresche fresche dalla capitale francese! A presto!

giovedì 19 giugno 2008

Bruxelles - Qualche foto...

Ecco qualche foto a corredare il precedente post... un pò di birra (le due che ho provato) e un pò di colore...la seconda foto l'ho scattata nel quartiere più fricchettone-artistico-hippie della città (zona St. Gery) e queste seggioline policromatiche mi avevano colpito...


martedì 17 giugno 2008

Bruxelles - Un tuffo nella birra

Ho fatto un giretto di due giorni a Bruxelles per lavoro... ci ero già stata l'anno scorso, ma questa volta ho avuto più tempo per girarmela tutta, con calma.
Come città non mi aveva e non mi ha colpito particolarmente, ma, come tutti i luoghi, passeggiando o facendo vita locale, c'è qualcosa (un particolare, un oggetto, un profumo, un cibo) che riesce ad imprimersi nella mente, rendendo così un posto normale un pò più speciale per chi l'ha vissuto, anche se solo di sfuggita.
E dunque... Bruxelles è stata, per me, waffles (ottimi quelli che si trovano nei dintorni della Gran Place... consiglio un locale piccolo piccolo che si chiama Le Funambole, dove il waffle con panna e fragole è davvero spettacolare), i colori fricchettoni e psichedelici di St. Gery, le sale da thè frequentate dalla comunità araba (bicchieri di thè alla menta e teiere d'argento, come nel deserto), la birra.
Ne ho provate 3:
  • la Blanche de Les Brasseurs de Gran Place: locale che si affaccia sulla piazza che è il cuore della Bruxelles medievale... è un posto tranquillo, con una scelta di piatti tipicamente belgi abbastanza ampia e soprattutto birre di produzione artigianale... la Blanche era buona, non troppo profumata, densa, dal colore giallo torbido (non sono una grande esperta di degustazione di birra...sto riportando le mie sensazioni da "ignorante");
  • la Lambic Blanche de La Mort Subite e la Tripel Karmeliet: queste due le ho provate in una brasserie che mi è piaciuta molto, stile art nouveau... si chiama A la Mort Subite, come la birra, si trova alla fine delle Galeries Royales St Hubert ed è davvero da visitare: tutto in legno, con specchi anni '20, i vetri colorati, un gusto retrò davvero delizioso e una grande scelta di birra! La prima è un tipo di birra che non avevo mai provato, cioè, appunto, una lambic (mi è stato detto che è una birra fermentata nelle botti per almeno due estati; il prodotto è utilizzato soprattutto come base per le birre fruttate)... un profumo incredibile, di ciliegia, sciroppo, non so, dolce-agro, incredibilmente persistente. E il sapore, altrettanto ottimo. La seconda mi è stata offerta dal mastro birraio che è arrivato proprio mentre io ero lì, sul suo carro pieno di botti trainato da un bel cavallo (non sto scherzando, sembra una scena da film, ma è vero!), ed anche questa birra assolutamente ottima... di colore più ambrato e dal gusto più deciso.
E dunque... un giretto a Bruxelles ve lo consiglio... magari non di lunedì quando i musei sono tutti chiusi (a me sarebbe piaciuto vedere quello di Belle Arti e quello del Fumetto)... fate scorrere fiumi di birra belga, mangiate waffle waffle waffle e non dimenticate il cioccolato!

domenica 20 aprile 2008

Cena peruviana

Qualche sera fa ho invitato a casa le mie colleghe del servizio civile ed ho preparato loro una piccola cena peruviana, per non dimenticare i sapori provati nel mio viaggio e per condividerli… questo il menù:
- Papas a la huacaina;
- Anticucho de pollo;
- Alfajores de dulce de leche.

Il tutto innaffiato da abbondante Pisco Sour e birra Cristal.
Queste ricette peruviane sono molto semplici da realizzare (dosi per 4 persone):
  • Per le papas a la huacaina, ho lessato 5 patate di medie dimensioni e poi le ho condite con la salsa huacaina, che ho fatto frullando insieme 150 gr di formaggio fresco (ho usato la ricotta di mucca per il suo sapore delicato, ma si può utilizzare anche la feta), un po’ di latte, 2 crackers per dare consistenza, sale, pepe e 3 ajis amarillos (sono dei peperoncini gialli piccoli molto piccanti, che si trovano in commercio nei negozi di specialità latino americane… si può utilizzare, in sostituzione, anche un peperone giallo), fino ad ottenere una crema omogenea non eccessivamente liquida.
  • Per gli anticuchos de pollo, ho preso un petto di pollo di 300 gr circa, pulito, tagliato a dadini e messo a marinare per un’ora e mezzo in una ciotola con olio, aceto di vino rosso, sale, pepe tritato grossolanamente, aglio sminuzzato, curcuma. Ho infilato poi i dadini in spiedini di legno e messi a cuocere su di una griglia ben calda.

Per il dolce, gli alfajores (due dischetti di biscotto farciti di dulce de leche) devo dire la verità: a Lima mi era stata regalata una confezione con tutti gli ingredienti già pronti da assemblare per realizzare questi dolcetti (che sono davvero gustosi…); credo comunque che siano molto facili da farsi ed il dulce de leche si trova con semplicità.
Devo dire che la cucina è stata gradita… siamo state bene!!!
Un buon sito dove trovare altre ricette peruviane è
www.saboresdelperu.com.

lunedì 24 marzo 2008

Mi vida limeña - PS

Mi sono dimenticata dei dolci – cosa gravissima per una Golosòtopa come me!
In realtà per me a Lima è esistito un solo ed unico postre: il dulce de leche (crema di latte e zucchero) che ho mangiato tutti i giorni, a partire ogni mattina dalla colazione, in tutte le sue varianti: helado, panqueques, e soprattutto, alfajores (due dischi di biscotto farciti da questo nettare degli dei :-DD
Nei ristoranti che abbiamo provato hanno servito dolci di tipo internazionale, come soufflé, torte, creme, cheesecakes…

L'Oceano....

Mi vida limeña

Venti giorni a Lima per lavoro... un’esperienza incredibile.

La città è quello che ti aspetti di trovare in una metropoli dell’America Latina: rumori di clacson allarmi uccelli voci, colori vivaci ed intensi, odori di benzina e cibo di strada, tutto fortissimo, quasi eccessivo, ma che proprio per questo ti entra dentro, si attacca alla pelle, ti sommerge di sensazioni, rendendo molto, molto difficile il ritorno alla vita “normale” di studentessa lavoratrice sballottata tra Firenze e Siena.

La Lima culinaria… altra grande scoperta, altre sensazioni forti: per mangiare non si ha che l’imbarazzo della scelta: giapponese, cinese (che a Lima prende il nome di chifa), argentino, italiano, naturalmente criollo… i miei colleghi peruviani si riferiscono a questa mescolanza di modi di concepire la cucina con la parola fusión, ed è proprio questa fusione tra sapori che guardano alle due sponde dell’Oceano, oltre che alle Ande ed a tutto il Latino America che rende la cucina limeña una costante scoperta.

In venti giorni non ho perso occasione per sperimentare… a pranzo comida criolla, la cucina tradizionale, che a Lima diventa fusión tra il mare e le Ande: i piatti provati sono stati papas a la huacaina (patate con una salsa di formaggio, peperoncini, latte condensato, aglio - mi pare…), causa (patate schiacciate, condite con succo di limone e peperoncini, poi servite con varie salse e guarnizioni), humita (mais tritato ed impastato con formaggio), rocoto relleno (il rocoto è un peperone molto piccante tipico di Arequipa, nel sud del Perù, ripieno di carne e patate), yuquita (yucca, o manioca, fritta, il cui sapore e consistenza ti fa dimenticare per sempre le patatine fritte), pollo cucinato in tutti i modi possibili, il pescado (il pesce è davvero ottimo), sempre guarnito con papas y arroz (patate e riso), lomo saltado (manzo marinato saltato poi con verdure), ensalada de lechuga, choclo, palta (lattuga insieme ad un mais squisito dal chicco grande e croccante e un altrettanto buono avocado); per bere, jugos (succhi di frutta appena fatti) oppure la chicha morada (bevanda a base di mais rosso fermentato con limone). Naturalmente ho provato (seduta davanti all’Oceano, sigh…) il ceviche, pesce bianco marinato in limone, aglio, cipolla, che è uno dei piatti più tradizionali ed amati di Lima.

Le cene sono state più “internazionali”… dovendo accontentare un gruppo di lavoro composto da italiani, francesi, argentini, cileni ed ecuadoriani, abbiamo optato per provare vari ristoranti di cucina meno criolla: una sera messicano, un’altra argentino (davvero ottimo: per chi si trova a Lima e vuole mangiare un bel pezzo di carne cotta alla perfezione, suggerisco “La Tranquera – Parrilla Argentina”, nel quartiere San Isidro), altre due italiano (nel quartiere Miraflores abbiamo provato “Il Postino”, che ci ha “onorato” con dei bucatini alla’amatriciana che non avevano niente da invidiare all’Italia!).

Per bere: vino tinto argentino (i colleghi peruvani non ci hanno mai caldamente consigliato di bere vino peruviano!), cerveza (buone la Cristal e la Cusqueña, di cui esistono anche le versioni “scura”) ma soprattutto Pisco Sour (3 parti di Pisco, il liquore nazionale, 1 parte di limone, zucchero di canna, ghiaccio, albume ed angostura per guarnire), che è l’Aperitivo del Perù, incredibilmente forte, ma incredibilmente buono, quasi una droga (consiglio però di non berne più di uno a sera: già prenderne due ha effetti catastrofici:-D

Molto probabilmente tornerò a scrivere della mia vida limeña, magari quando l’onda nostalgica del ricordo si sarà un po’ calmata!
La mia prima esperienza nel Continente Latino Americano è stata una rivelazione: ho scoperto luoghi sapori colori ai quali tornerò il prima possibile, sentendomi a casa.